Zone rosse Alzano e Nembro, Conte e ministri sentiti a Palazzo Chigi.

Nella sede del governo la capa del’ufficio inquirente orobico Maria Cristina Rota e tre pm hanno ascoltato il presidente del Consiglio, Luciana Lamorgese e Roberto Speranza come persone informate sui fatti – e quindi semplici testimoni – nell’inchiesta sulla mancata istituzione della zona rossa. Dopo le polemiche per la frase sulla “decisione governativa”, usata oggi da Salvini per attaccare Conte, la procuratrice specifica: “Dalle dichiarazioni che avevamo in atto c’era quella in quel momento. Audizioni si sono svolte in un clima di massima distensione e collaborazione”

La procuratrice capo di Bergamo, Maria Cristina Rota, smentisce di aver attribuito la responsabilità della mancata istituzione della zona rossa a Nembro e Alzano Lombardo al governo. “No. Avevo dichiarato che dalle dichiarazioni che avevamo in atto c’era quella in quel momento. Oggi non ho altro da aggiungere”, ha risposto la pm ai cronisti uscendo da Palazzo Chigi, dove oggi ha ascoltato come persone informate sui fatti – e quindi come semplici testimoni – il premier Giuseppe Conte e i ministri Luciana Lamorgese e Roberto Speranza. “Ho voluto chiarire tutti i passaggi nei minimi dettagli”, ha spiegato il premier dopo l’audizione. Che, ha raccontato la pm Rota, “si sono svolte in un clima di massima distensione e di massima collaborazione istituzionale”. “Ora – ha aggiunto la procuratrice – noi ce ne andiamo, grati delle dichiarazioni che abbiamo avuto, a completare il nostro lavoro”.

La risposta della pm arriva a due giorni di distanza da quella dichiarazione, in cui aveva spiegato che “agli atti” che risultavano in quel momento in possesso della procura “ci risulta una decisione governativa” quella di non istituire le zone rosse. Una frase utilizzata oggi da Matteo Salvini per attaccare Conte e il governo: “Non commento con parole mie ma con quelle del pm di Bergamo: spettava al governo creare le zone rosse, la Regione Lombardia non aveva alcuna responsabilità”, ha detto il leader della Lega. Il senatore del M5s Elio Lannutti su Twitter ha invece attaccato la procuratrice: “Sbaglio, o si tratta della stessa pm che ha già emesso sentenza assolutoria in Tv per Fontana?“, ha scritto il pentastellato, secondo il quale “se ci fosse un Csm, sarebbe già intervenuto“.

L’audizione del premier Conte a Palazzo Chigi è durata circa tre ore. La capa della procura di Bergamo è entrata nella seda del governo pochi minuti prima delle dieci, accompagnata da tre sostituti: Paolo Mandurino, Silvia Marchina e Fabrizio Gaverini. I pm hanno sentito poi la ministra dell’Interno Lamorgese, per circa un’ora, e subito dopo il titolare del dicastero della Salute Speranza. “Penso che chiunque abbia avuto responsabilità dentro questa emergenza, dal capo dell’Oms al sindaco del più piccolo Paese, debba essere pronto a rendere conto delle scelte fatte. È la bellezza della democrazia. È giusto che sia così. Da parte mia ci sarà sempre massima disponibilità nei confronti di chi sta indagando”, scrive in un post su Facebook il ministro Speranza.