Scarpe&Scarpe e Conbipel a rischio: la crisi affonda lo shopping

Le due catene hanno chiesto il concordato preventivo, centinaia di posti in bilico solo a Milano. L?allarme della Cgil: “Prime scosse del terremoto e lavoratori ancora senza ammortizzatori sociali”

Sono le prime scosse di un terremoto, nel settore dell?abbigliamento, che potrebbe fare tabula rasa di migliaia di posti di lavoro solo a Milano. Due richieste di concordato preventivo, che coinvolgono in tutta Italia oltre 3.800 dipendenti delle catene Scarpe&Scarpe e Conbipel, fanno suonare un campanello d?allarme per un?emergenza coronavirus che cambia volto allo shopping, ulteriore volano per l?e-commerce. “Le aziende pi? lente a recepire i cambiamenti ? spiega Roberta Griffini, segretaria della Filcams-Cgil Lombardia che segue il settore ? rischiano di rimanere indietro e di non riuscire a stare a galla. I posti di lavoro, ora garantiti dalla cassa integrazione, una volta finiti gli ammortizzatori sociali rischiano di trasformarsi in licenziamenti”.

Scarpe&Scarpe e Conbipel sono due aziende che gi? scricchiolavano prima dell?emergenza sanitaria che “potrebbe aver velocizzato un percorso gi? in atto“. La catena delle calzature fondata dalla famiglia Pettenuzzo e con sede legale a Torino controlla 153 punti vendita in tutta Italia, tra cui quelli milanesi di via Antonini e via Redaelli. Conta, in tutto, circa 1800 dipendenti tra commessi, magazzinieri e impiegati. “Aveva gi? problemi di liquidit? ? spiega Griffini ? perch? gli stipendi di febbraio sono stati pagati solo al 60%”. Tremano anche i duemila dipendenti Conbipel, che a Milano ha il negozio principale in corso Buenos Aires.