Coronavirus, shopping e code nei vivai: l?Austria torna in strada. Kurz: ?Pronti al dietrofront?

Il parco del castello di Sch?nbrunn riapre i cancelli di prima mattina, ma la primavera per gli austriaci sboccia soprattutto nei carrelli ?disinfettati? dei negozi di giardinaggio, presi d?assalto ieri dopo cinque settimane di lockdown. Vienna ? la prima capitale europea a ripartire con una ?nuova normalit??, come l?ha definita il cancelliere Sebastian Kurz, nell?era del coronavirus. Le serrande dei piccoli negozi sono tornate ad alzarsi, le strade e i mezzi pubblici ad affollarsi timidamente, tra shopping, passeggiate e trasferimenti per il lavoro, mascherina sul volto e distanza di sicurezza di un metro e mezzo in strada rispettata. Ma il simbolo della ripresa dall?incubo del Covid-19 in Austria ? la lunga coda composta davanti alle catene di bricolage e nei vivai: ?Siamo un popolo di giardinieri fai da te, molti austriaci hanno il verde. Non c?? primavera senza gerani?, esclama un pensionato davanti all?Obi Markt di Klosterneuburg, appena fuori dalla capitale.

Il Paese ? chiuso da met? marzo. L?economia ? crollata del 7%. Il governo di popolari e verdi, guidato dal 33enne Kurz, ? convinto che riaprire sia la scelta giusta, visto che i contagi salgono dello 0,8 per cento, si registrano oltre 14 mila malati, ma i morti sono meno di 400. ?Ringrazio i concittadini che hanno rispettato le restrizioni, stiamo facendo un passo importante verso la normalit?. So che questa non ? la vita che conosciamo e apprezziamo – ha detto il cancelliere -, ma la prossima fase dipender? dal rispetto delle regole da parte di tutti?. L?avvertimento ?: ?Siamo pronti a tirare di nuovo il freno a mano?, se i numeri delle infezioni tornassero a crescere. Per ristoranti e locali, cos? come per parrucchieri e negozi sopra i 400 metri quadri, non ? ancora il momento di riprendere il lavoro. ?Se tutto va bene da met? maggio?, spiega Biagio Tedesco, pizzaiolo di origini italiane, gestore del locale Caf? Magistrat nel centro di Innsbruck. Un pezzo di vita ricomincia, dunque, al di l? delle Alpi. ?Ho provato grande gioia oggi – continua – a rivedere gli operai nei cantieri, la gente in strada con i pacchetti in mano, magari con dentro un profumo o un paio di scarpe. Dovremo stare attenti ancora per molto, abbiamo ancora paura, ma gli sforzi sono serviti?. L?Austria fa da apripista. Aveva sbarrato i confini e chiuso le scuole una settimana dopo l?Italia, quando ancora i casi di coronavirus erano pochi. L?unico errore fatale ? stato commesso nella stazione sciistica di Ischgl, in Tirolo, tenuta aperta come se niente fosse fino ai primi di marzo, e infatti ora ci sono 4000 persone che vogliono fare causa contro Comune, Regione e gestori. Poi il Paese si ? messo in riga, sono stati effettuati anche 2000 test a campione tra la popolazione, per calcolare l?incidenza del Covid tra gli asintomatici.

?Siamo sulla buona strada?, ha ribadito Kurz. E il vicecancelliere, il verde Werner Kogler, anche ministro dello Sport, gi? pensa a come far tornare cittadini e squadre di calcio ad allenarsi. Lo annuncer? nei prossimi giorni: ?Prima gli sport all?esterno, poi quelli indoor – dice -, prima quelli individuali, poi quelli di gruppo?. Con le federazioni delle squadre e la Bundesliga austriaca vorrebbe partite a porte chiuse. Anche se, come racconta Enrico Confienza, un altro italiano trasferito in Austria con la famiglia, molti spazi verdi a Vienna sono sempre rimasti accessibili: ?Abbiamo sempre portato i bimbi ai giardini vicino casa. Non ? nella cultura degli austriaci creare assembramenti, e la polizia controlla?. Ora, anche per questa fiducia nel rispetto delle regole, l?Austria scommette sulla ripresa, e ci prova, prima di tutti.