Ordini degli infermieri, 4 mila i contagiati

Sos operatori sanitari, timori burnout. Mencacci, rischio molto alto. Scatta supporto psicologico Asl

“Si invitano eventuali non residenti di questo edificio a lasciare le abitazioni ospitanti per rientrare nel loro domicilio di residenza”. Dopo le prime segnalazioni arrivate nei giorni scorsi dal quartiere Appio a Roma, il falso volantino del Ministero dell’Interno ? stato trovato in androni di condomini di altre zone della Capitale come Eur, Ponte Milvio, centro storico e non solo. Gli stessi avvisi sono stati individuati in altre citt? italiane, tanto che oggi la polizia ha diffuso un vero e proprio ‘alert’ ai cittadini: “Vi invitiamo a fare attenzione. Potrebbe essere l’astuta mossa di qualche malintenzionato per entrare nelle le case in questo periodo di emergenza per covid 19” sottolinea la polizia raccomandandosi: “Chiunque si imbatta in simili volantini ? pregato di segnalarne la presenza alle forze di polizia e di non seguire le indicazioni in essi contenute”. Il messaggio ? scritto su carta intestata del “Ministero dell’Interno-Dipartimento della Pubblica Sicurezza”, con il logo della Repubblica Italiana. E’ stato trovato affisso negli androni dei palazzi e sui muri dei quartieri. Il volantino invita eventuali non residenti degli stabili a lasciare le abitazioni che li ospitano, per rientrare nel proprio domicilio di residenza, perch? sarebbe in corso l’attivit? di controllo delle autorit?. Riporta anche l’obbligo di presentare, a richiesta, la documentazione di affitto della casa e i propri documenti con foto. Si parla, inoltre, di un’ammenda da 206 euro e “reclusione da 3 a 12 anni nei casi pi? gravi”. Per gli investigatori potrebbe essere la scusa per intrufolarsi nelle case e, approfittando di un attimo di distrazione degli occupanti, derubarli. Tra le ipotesi che dietro al finto avviso ci sia un solo autore, ma che dopo i primi casi di Roma, circolando l’immagine sui social e nelle chat, altri li avrebbero riprodotti e poi affissi in altre citt? italiane. “Questo volantino ? assolutamente falso – sottolinea Massimo Improta, dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Roma – I cittadini non devono cadere nell’errore. Per questo raccomandiamo che se ci fosse qualcuno che suona alla porta con questa scusa si contatti immediatamente il numero di emergenza per segnalarne tempestivamente la presenza e consentire alle forze dell’ordine di intervenire con tempestivit?. Pensiamo che dietro al volantino ci sia un’unica mano, nel senso di un unico ideatore, ma che altri se ne siano poi approfittati”.

Tra gli infermieri “c’? il maggior numero di operatori sanitari positivi al nuovo coronavirus: circa 4mila. Tra gli infermieri c’? chi muore di Covid-19 per assistere ed essere vicino ai pazienti, ma lo fa comunque senza il minimo tentennamento”. Lo afferma Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), sottolineando che 9.448 infermieri hanno risposto “ci sono” alla chiamata della Protezione civile, quasi venti volte di pi? della richiesta.

Timori burnout – A lanciare l’Sos sono stati gli stessi operatori sanitari, specie nelle zone pi? colpite dall’epidemia da Coronavirus. Hanno chiesto aiuto per allentare l’angoscia e per cercare di evitare il burnout professionale, per non restare ‘bruciati’ da questa esperienza troppo dolorosa. Cos? su tutto il territorio nazionale ospedali e asl hanno organizzato servizi di ascolto psicologico in piccoli gruppi, o colloqui individuali per medici e infermieri sotto pressione da settimane. All’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo si tengono due incontri al giorno con psicologi e psichiatri a fine turno. Al Fatebenefratelli-Sacco di Milano il servizio “Sos stress” ? dedicato agli operatori in prima linea contro il Covid-19, a Roma l’Asl Rm1 ha attivato una linea telefonica dedicata. “Il rischio burnout per gli operatori sanitari in questo momento supera il 50% delle probabilit?. Tutto dipender? da quanto a lungo durer? l’emergenza. Hanno bisogno di tirare il fiato e tornare a un minimo di continuit? esistenziale”, dice Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Salute mentale al Fatebenefratelli-Sacco. “Sono in tanti qui a Bergamo che sollecitano assistenza. Raccontano di quei malati che chiedono aiuto con gli occhi, che ti si affidano completamente, che non riescono a respirare, che non ce la fanno”, racconta Emi Bondi, primario e direttore del Dipartimento di Salute mentale del Papa Giovanni. “Qui ogni infermiere, ogni medico ha dei contagi o dei lutti in famiglia per il Covid-19. Ma vengono a lavorare lo stesso. Come nel caso di una dottoressa di Alzano che nel giro di una settimana ha perso il marito e la madre, ma nonostante tutto torna al suo posto”